domenica 22 gennaio 2012

Adotta un alveare - Bollettino 1/2012

20 gennaio 2012.
     Buongiorno, eccoci di nuovo: questi bollettini verranno inviati sia agli amici che hanno partecipato lo scorso anno, sia ai nuovi che si sono aggiunti; spero che questi ultimi, che si sono visti pervenire la valanga di bytes di tutti i bollettini 2011, abbiano gradito, senza scoraggiarsi dalla mole del materiale.

     Oggi, qui da noi, c’è un vento di marin, come si dice da queste parti, caldo e primaverile: le api son tutte fuori, a cercare nutrimento, ma ancora nulla si trova in giro, e a depurarsi.   Così facendo rallegrano certo l’ambiente, tuttavia sprecano un sacco di energie, in un periodo in cui invece (siamo pur sempre in inverno!) dovrebbero starsene al calduccio quiete quiete in glomere; è quindi necessario nutrirle, e lo si fa con una pasta di candito, da lasciare a disposizione per rimpolpare le scorte se necessario.   Devo dire che stanno mangiando a ritmi frenetici.
     Questo potrebbe voler dire che le regine hanno incominciato a deporre, sentendo il tempo primaverile; non osiamo aprire, in questa stagione, le casette e ci limitiamo a raccogliere segnali: le tracce di residui sul fondo, la qualità del volo, le deiezioni attorno agli alveari, la quantità di api che si intravedono assalire il candito sollevando il coperchio esterno.
     Per ora sembra andare tutto bene: abbiamo avuto solo una famiglia che è stata saccheggiata, ma ancora in dicembre, perché debole, con una regina evidentemente sfiancata nell’estate; è stata la famiglia che più ha prodotto sia in miele che in covata: troppo, evidentemente, e naturalmente escluderemo quella varietà (la Buckfast, ricordate?) che avevamo testato.

     Le sicule? Stan bene, come le altre, e toccherà aspettare la fine di febbraio per vedere come tutte usciranno dall’inverno, che adesso certamente deve arrivare.   Tuttavia, anche in questa stagione, ci tengono a tenere alto il vessillo dell’intolleranza: non si smentiscono.
     Ho preso però la decisione di non rinnovare l’esperimento: ho l’impressione che anche le piemontesi selezionate che abbiamo inserito in apiario lo scorso anno godano di ottima salute, e stiano superando a pieni voti il giro dell’anno, così, delle quattro tipologie provate, cioè le sicule, le Buckfast, le ligustiche che avevo dagli anni prima e le piemontesi, queste ultime sembrano adattarsi meglio al clima e alla geografia di Lodisio, sembrano avere una buona tendenza alla pulizia della casetta, generalmente non hanno prodotto sfracelli di covata ma sono risultate equilibrate e reattive ai cambiamenti climatici; hanno avuto mediamente una buona produzione di miele e si sono mostrate trattabili e gentili, non certamente come le Buckfast, con cui puoi giocare a mani nude e senza maschera, ma insomma certamente molto di più delle sicule.
     Quindi mi stanno simpatiche, e ho prenotato una decina di sciami che verranno pronti penso verso la fine di marzo, che andremo a prendere e porteremo in apiario.
     Per ora non ho altro da aggiungere, se non che sono arrivati, cioè sono andato a prendere, gli alveari nuovi, che, come ricorderete, abbiamo deciso di prendere grezzi: coloro che si sono offerti di dipingerli (a fiori, ad arcobaleni, astratti…) e poi di verniciarli in trasparente atossico, con o senza bimbi, sappiano che son qui, e che il lavoro andrebbe eseguito diciamo entro marzo, così che le vernici, per quanto atossiche, abbiano il tempo di essiccarsi ben bene, e le casette saran pronte per accogliere le nuove famiglie.

     Ultima cosa: in attesa del miele nuovo, che, come sapete, non arriverà prima di luglio, se qualcuno ne avesse bisogno abbiamo ancora acacia, pochina, ormai, e i tre tipi di millefiori: chiedete e vi sarà spedito.

     Un saluto, Adriano.

martedì 20 dicembre 2011

Buone Feste!!!

Auguri di Buon Natale
e di un sereno 2012

dal G.A.S. Valbormida



Tornano nel 2012 gli incontri di introduzione allo Shiatsu




Gli incontri si svolgeranno
nel secondo e quarto martedì di ogni mese
da gennaio a maggio 2012
presso il 
CENTRO ARTWORKING
Via Roma 46, Carcare.
Orario: dalle 19.30 alle 22.00.
Per informazioni ed iscrizioni: 
Elisabetta 338 3921321,
Gianfranca 349 8171340.

Chi conduce il corso:
Adriano Parmigiani: nel 1980 inizia lo studio e la pratica delle Arti Orientali, diviene terapeuta ed in seguito insegnante professionale di Shiatsu. 
   E’ stato fondatore e presidente di Associazioni culturali a Milano, Brescia e Savona; membro del Direttivo e della Commissione Esami della Federazione Italiana Shiatsu; fra i fondatori della Associazione Professionale Operatori Shiatsu. 
   Dal 1990 inserisce la Floriterapia fra gli strumenti usati e contemporaneamente inizia una frequentazione con Uomini e Donne di Medicina Nativi e non.
   Nel 1996 pubblica “La Ruota dei Fiori” ed. Il Punto d’Incontro, sulla Ruota della Medicina e i Fiori di Bach.
  Nel 2009 pubblica “la Ruota della Creatività”, ed. Cerchio della Luna, sulla Ruota di Medicina e le Relazioni Interpersonali.
  E’ conduttore di gruppi di Floriterapia, di Meditazione e di Ricerca Relazionale.
  Lavora come terapista a Milano; conduce conferenze e seminari ove venga richiesto.
  Vive con la sua famiglia fra le colline dell’entroterra savonese, dove alleva api e cavalli; è presidente dell’ASD Le Nuvole, che si occupa, fra l’altro, di equitazione non competitiva per bimbi ed adulti,  per persone disabili, in particolar modo della vista e di riabilitazione equestre.






CORSO INIZIALE
DI DIECI SERATE
PER PRENDERE CONFIDENZA
CON LA PRESSIONE
ED IL CAMBIAMENTO.


Il concetto di dualismo;
Il pieno ed il vuoto: Kyo e Jitsu;
Il concetto di malattia e di disarmonia;
Prendersi cura e guarigione;
Yin e Yang: la creazione del mondo, le 6 energie, i 12 Meridiani;
Mappa diagnostica della schiena.


Il contatto;
L’uso del peso;
Semplici esercizi di stiramento dei Meridiani;
Uso del palmo, del pollice, del gomito;
Il respiro dei punti e delle zone;
Riconoscimento delle zone diagnostiche sulla schiena;
Trattamento in posizione prona: Iokai Shiatsu No Kata, studio, elaborazione e pratica della prima parte.




     Questi incontri sono rivolti a chiunque desideri partecipare, che abbia o meno esperienza di shiatsu o di altra pratica energetica.
     
     L’attenzione verrà posta principalmente sul “come” si fa shiatsu, più che sul “cosa” si deve fare: il come chiarisce la direzione, mentre il cosa esprime le regole da seguire. 
     La comprensione di come si entra in contatto nella relazione senza parole che costituisce un trattamento, di come sia l’atteggiamento per andare verso il riequilibrio, possono rendere ogni gesto ed ogni movimento qualcosa che ha che fare con la guarigione, di chi offre e di chi riceve.
     
     Questo gruppo di incontri è pensato sia come un percorso a sé stante, un cerchio che inizia e si chiude, sia come parte di un percorso più lungo, che potrà svilupparsi in futuro: metteremo comunque basi, teoriche e pratiche, che possono servire anche nel quotidiano prendersi cura di sé e delle persone che ci circondano.



giovedì 15 dicembre 2011

Piccolo riepilogo: come funziona il nostro GAS


- RIUNIONI: nel periodo invernale, una volta al mese, il giovedì (data
da concordare di volta in volta)

- MESSAGGI EMAIL: se si vuole rispondere a una e-mail in merito a un
dato argomento, bisogna usare il tasto "rispondi" e non creare un
messaggio nuovo. In questo modo tutti i messaggi relativi a un certo
argomento restano archiviati insieme ed è più facile recuperarli.
Questo vale anche per gli ordini. Se ad esempio si fa l'ordine della
pasta, la prima mail avrà come oggetto "ORDINE PASTA" e per fare il
proprio ordine basterà rispondere a QUELLA mail senza cambiare
l'oggetto.

- VERDURA DI JOLE: Si ordina entro le ore 21 di ogni martedì, si
ritira alle 21 del giovedì. Si possono ordinare cassette miste da 5,
10 o 20 euro in cui al massimo si può specificare qualche preferenza
in base ai gusti personali. Altrimenti si ordinano le varietà di
verdura "a peso" ma l'importo ovviamente varierà di volta in volta.

- SOSTITUZIONI MERCE, SCAMBI E BARATTI: Chi vuole scambiare alcuni
prodotti con altri membri del gas può farlo ma ci si regola tra i
diretti interessati, ovvero ogni membro del gas paga comunque quello
che ha ordinato e ritirato (per non rendere impossibile la vita al cassiere).

- MERCE DA RITIRARE: A parte la verdura che si ritira ogni settimana,
i prodotti ordinati vengono ritirati non appena disponibili. I
prodotti "in giacenza" sono nell'armadio del Centro Diurno e si
possono ritirare il giovedì con la verdura o la sera della riunione
AVVISANDO sempre il cassiere tramite e-mail del ritiro effettuato.

- PAGAMENTI: Salvo casi eccezionali, si paga il cassiere. Ogni membro
del gas ha un proprio "conto" dal quale verranno scalati gli importi
della merce ordinata e ritirata. Il cassiere invia periodicamente un
resoconto che ogni membro dovrà controllare e confermare/correggere.
In questo modo ognuno saprà sempre a quanto ammonta il proprio credito
e potrà pagare quando resta senza soldi.

- COMUNICAZIONI: Si comunica principalmente via e-mail; gli avvisi
vengono pubblicati anche sul blog (http://gasvalbormida.blogspot.com)
e sulla nostra pagina di Facebook (Gruppo di Acquisto Solidale GAS
Valbormida)

sabato 10 dicembre 2011

AVVISO IMPORTANTE

Attenzione!!!
Dalla prossima settimana Jole consegnerà la verdura il GIOVEDÌ 
Le riunioni nel periodo invernale saranno MENSILI e ci vedremo in occasione del ritiro delle verdure.
PROSSIMA RIUNIONE GIOVEDÌ 22 DICEMBRE

venerdì 9 dicembre 2011

Adotta un alveare - Ultimo bollettino 2011

9 dicembre 2011.
     Buongiorno.
     Eccoci qui per –forse- l’ultimo bollettino dell’anno.
     Ieri, giornata davvero calda e soleggiata, con le api che giravano a tutto spiano in cerca di qualunque cosa potesse servire per il prossimo inverno, ho somministrato la dose di acido ossalico di cui vi avevo detto in ottobre.
     Risultati della visita: tutte le sicule sono in forze e, apparentemente, in salute; delle bionde, invece, su 17 casette una certamente non riuscirà ad arrivare a fine inverno, dato che è davvero debole.   Comunque bionde e brune stanno tutte bene: si mostrano in forze, numerose, certamente più che nella visita fatta una cinquantina di giorni fa, il che vuol dire che, a parte quella famiglia di cui sopra, tutte hanno avuto una buona rimonta, che adesso dovrebbero essere senza o con scarsissima covata (ed è per questo che l’ultimo ossalico si fa adesso: gli acari sono vulnerabili alla somministrazione perché tutti sulle api e non nella covata), che per il momento sono sufficientemente numerose per tenere il calore durante il periodo del freddo.
     Insomma, per ora continua ad andare tutto bene.     Certamente bisognerà aspettare, come ho spesso ripetuto, il mese di febbraio per avere il quadro della situazione a bocce ferme, tuttavia la situazione che ho descritto è un buon modo di iniziare l’inverno.
     La famiglia destinata ad estinguersi, o ad essere integrata con un’altra, vedremo, è una famiglia con regina Buckfast, che ha prodotto tantissimo miele e tantissime api: lo ricordo bene perché erano due sorelle Buckfast poste a fianco l’una dell’altra e separate dal gruppo delle bionde; ho prelevato, perché davvero troppo forti, da quelle famiglie più telaini di covata che nelle altre, ma si sapeva che quel tipo di regina ha queste caratteristiche, e, per contro, spesso tendono a sfiancarsi.   Le avevo prese per esperimento, e di sicuro non le riprenderemo; le autoctone piemontesi, invece, anche i nuclei che parevano debolini, si sono rafforzate e paiono gagliarde: penso proprio che indirizzeremo su di loro le nostre mire.
     Le sicule, anche al controllo invernale, si sono mostrate fetenti come sempre.
     
     Ieri, come dicevo, c’erano api dappertutto; abbiamo il calicanthus fiorito, adesso, e un po’ di vasi di ciclamini, ma erano ovunque: sul salice a raccogliere resina, sulle gemme dei fruttiferi, in casa; ad un certo punto, nel dopopranzo, c’era un tale viavai che pareva ci dovesse essere qualche fioritura in valle: si vedevano viaggiare spedite controsole, ed era uno spettacolo.
     Due parole sulla nuova adozione.   
     Si farà: abbiamo raggiunto quota sette alveari completi, che vuol dire che ci sono più persone dello scorso anno; ordinerò otto casette e prenoterò otto sciami, così se qualcuno si aggiunge all’ultimo ci sta, altrimenti va bene lo stesso.
     Come ho già detto ad alcuni, raccoglieremo i soldini non prima di febbraio-marzo, quando ce ne sarà bisogno.
     
     Altro grosso problema: qui stanno facendo proposte aberranti: vogliono dipingere le nuove casette tutte quante color lavanda…per distinguerle dalle altre e per inaugurare un nuovo corso nell’allevamento.
     Vi lascio indovinare chi avanza queste richieste: sapremo opporre una strenua resistenza?
     Che ne dicono coloro che si sono offerte per dipingere?
     Se non ci si sente né vede prima, buone festività e un sereno natale.
     Adriano.

domenica 13 novembre 2011

UNA NUOVA PROPOSTA PER L'ADOZIONE DELLE API DE "LA CASA HEYOKA"



Lodisio, 13 novembre 2011.

Buongiorno.
     La nostra azienda agricola, La Casa Heyoka, produce, dal 1998, miele, cera, propoli, oli essenziali, erbe officinali.
     Come ben sanno coloro che ci conoscono, il nostro miele è sempre stato prodotto con arnie stanziali, poste in Val Bormida, nel territorio di Piana Crixia, a 500 metri slm, in apiari disseminati nel bosco attorno all’azienda e lontani da strade di gran traffico, città, insediamenti industriali; ci siamo sempre rifiutati per principio e per salvaguardare noi stessi, dato che siamo i primi consumatori,di usare, per la cura degli alveari, alcun prodotto chimico, e neppure di sintesi, tipo timolo o eucaliptolo, limitandoci ad una buona pratica di allevamento e a somministrare alle api oli essenziali che noi stessi produciamo, oltre alla annuale doccia con acido ossalico, ammesso nelle conduzioni biologiche e biodinamiche, che per altro utilizziamo con molta circospezione: nel corso degli anni abbiamo ricevuto premi e riconoscimenti in tutti i concorsi cui abbiamo partecipato, nonché l’apprezzamento di moltissimi amici. Non abbiamo la definizione di ‘biologico’ solo per il fatto che, per scelta, non ci siamo mai iscritti a nessun organismo di controllo.
     Quando sono iniziate le morie di api che hanno colpito, e continuano a colpire gli apiari di tutta Italia, e di tutto il mondo, abbiamo giocoforza ridotto il numero di casette, conservandone per il consumo familiare e di pochi, pochissimi amici.
     Proprio questi amici, che non desideravano restare senza il nostro miele, ci hanno spronato a cercare una soluzione, o almeno una via d’uscita ad una situazione che davvero, dall’interno, appariva pesante.
     Circa un anno fa, quindi, abbiamo, insieme al Gruppo di Acquisto Val Bormida, iniziato un esperimento: scovata una tipologia di ape, la Apis Mellifera Sicula, che pareva dare garanzie di maggior resistenza, data la minor manipolazione genetica cui le regine venivano assoggettate, alle malattie classiche delle nostre api e contattato l’allevatore in quel di Palermo, insieme abbiamo lanciato l’iniziativa “Adotta un alveare”, in cui i partecipanti adottavano una famiglia, o una frazione di e tutto ssa, ricevendo, a fine stagione, l’equivalente del denaro anticipato sotto forma di miele, al cambio di dieci euro al chilo.   
     L’intera storia di questo esperimento potete trovarla, descritta passo passo, sul blog di GAS Valbormida.
     In sintesi, è andato bene: chi ha partecipato ha ricevuto il miele, oltre alla possibilità di curiosare in una pratica, per molti, un po’ misteriosa e certamente affascinante.
     Ora, in novembre, non resta che vedere come le sicule passeranno l’inverno ed avremo un paragone completo con un’altra tipologia di ape che nel frattempo abbiamo, in parallelo, allevato: una ligustica autoctona piemontese.
     Qualunque sarà, a fine inverno, la specie prescelta per ripopolare l’apiario, se la sicula o la piemontese, abbiamo comunque deciso di riproporre, ampliandolo e perfezionandolo, l’esperimento. 




CREIAMO UN APIARIO è la nostra proposta per l’anno 2012-2013.

     Un apiario è un insieme di famiglie, che vivono ciascuna nel proprio alveare.
     Al di là dei problemi indotti da inquinamento, uso dei neonicotinoidi in agricoltura e dalla sconsiderata manipolazione genetica delle regine in commercio, la salute delle api, per quanto sta all’apicoltore, riposa su dove vengono messe a vivere e su come vengono curate.
     Il primo fattore comprende il luogo fisico in cui staziona l’apiario e la qualità e la manutenzione delle casette in cui le famiglie vivono; il secondo fattore sta nelle buone pratiche apistiche e nell’uso delle sostanze atte a combattere parassiti e virus.

     Come secondo passo di questo esperimento proponiamo la costituzione di un apiario, che parte dall’acquisto ex novo delle casette, dei materiali (cera, telaini) e delle famiglie per popolarle.
     Le casette saranno acquistate grezze, e ci occuperemo di verniciarle, operazione obbligata, con vernici atossiche, all’acqua; i fogli cerei necessari verranno acquistati, come sempre, del resto, da una ditta che negli anni ha dato garanzie di uso esclusivo di cera vergine senza aggiunte di paraffina, come purtroppo spesso succede, e, nella quantità possibile, immetteremo la nostra cera nell’operazione.

     Se “Adotta un alveare” è iniziata e conclusa nell’arco di un anno, “Creiamo un apiario” ha un respiro più ampio: due anni.
    Qualche conto: ipotizzando un costo di acquisto, come per lo scorso anno, di 120 euro per famiglia, di 70 euro per un alveare, di circa 30 euro per la cera e di un dieci-venti euro ciascuno fra verniciatura, trasporto, spedizione e similia, avremo un costo totale di circa 240 euro per ogni famiglia nella sua casetta, completa di tutto.
     Considerando, come quest’anno, un cambio di dieci euro per un chilo di miele, l’adozione di un alveare abitato renderà ventiquattro chili di miele, da dividere su due anni.    Naturalmente, come per lo scorso anno, si potrà adottare un alveare o una frazione di esso.
     E naturalmente, come per lo scorso anno, varrà il discorso che, nel caso di annate particolarmente disastrose, in cui non venga raggiunta la quota miele, si garantirà, qualunque cosa succeda, almeno la metà dell’investimento fatto, cioè dodici chili di miele per casetta; tuttavia, spaziando su due annate anziché una, il rischio che ciò accada, già basso per un anno, si riduce ulteriormente.

     Ci auguriamo che questo sviluppo dell’iniziativa venga accolto, come già accaduto, con favore e spirito di collaborazione, garantendo a chi partecipa l’acquisto di un miele ottimo, raccolto in luoghi, per quanto oggi possibile incontaminati, da api curate con amore e secondo natura. 
     Sono già pronte le schede per il contratto di adozione: è comunque gradita anche una prima conferma a voce o con sms o mail, per capire, anche a grandi linee, quanti desiderino aderire, ed in che misura, se possibile entro la fine di questo mese di novembre.
     Grazie.

Per contatti: Adriano 338.8896761; e-mail: lacasaheyoka@libero.it.